Biorisanamento di acque superficiali

Di cosa si tratta: Bacini più o meno grandi (da laghetti da 500 mq a laghi da oltre 5 Kmq) situati in prossimità di insediamenti urbani, agricoli o produttivi vanno incontro al fenomeno dell'eutrofizzazione, ovvero l'accumulo di sostanze nutritive (in particolare nitrati e fosfati) derivanti da scarichi civili o industriali, fertilizzanti, mangimi, ecc. In funzione delle capacità del bacino di auto-pulirsi (risultato di diversi parametri tra cui il ricambio idrico, la temperatura, la quantità di sostanza organica e inorganica immessa ecc.) il fenomeno avrà effetti più o meno intensi. Le conseguenze dell'eutrofizzazione sono un aumento della biomassa di fitoplancton, di specie tossiche e alghe gelatinose (mucillagini), un aumento delle piante acquatiche in prossimità dei litorali e una conseguente diminuzione della quantità di ossigeno disciolto nell'acqua. La diminuzione del tasso di ossigeno a sua volta causa la scomparsa di alcune specie ittiche pregiate (a partire dai salmonidi) e quindi una diminuzione della diversità biotica. In molti casi questo fenomeno tende ad aggravarsi nel tempo, portando il bacino a livelli non compatibili con la sopravvivenza di ogni specie di pesce, fenomeni diffusi di marcescenza, putrefazione, produzione di odori sgradevoli ecc. Al raggiungimento di queste situazioni diventa necessario un intervento meccanico spesso molto oneroso.

Chi è interessato: proprietari di laghetti privati (biolaghetti, laghetti autocostruiti), gestori di bacini di pesca ricreativa, enti gestori di laghetti comunali o demaniali.

Come funziona: FEM2 ambiente offre una consulenza personalizzata per il contenimento o la risoluzione del problema. In collaborazione con il gestore del bacino viene progettato un piano di monitoraggio della qualità dell'acqua che prevede una o più analisi di laboratorio per descrivere ed identificare le cause del problema. In funzione delle caratteristiche del bacino (dimensione, ricambio idrico, risultati delle analisi, ecc) e del suo utilizzo i nostri tecnici programmano un piano di intervento basato sull'uso di biopromotori (miscele di batteri ed enzimi).

Le informazioni circa l'uso del biopromotore (polvere o pastiglia, tempi e modi di somministrazione) verranno comunicate al gestore del bacino il quale in totale autonomia potrà eseguire il trattamento annuale.

Sono previste normalmente due fasi: fase di attacco e di mantenimento. A seguito della prima somministrazione, generalmente più impegnativa ed intensa seguirà una dose di mantenimento finalizzata a mantenere le condizioni del bacino a livelli idonei al suo utilizzo.

Cosa sono i biopromotori: Sono miscele di organismi, enzimi, estratti vegetali e catalizzatori minerali che una volta rilasciati nell'ambiente si attivano ed iniziano a lavorare per combattere i fenomeni di eutrofizzazione tramite:

  • diminuzione di nitrati e fosfati
  • mineralizzazione della sostanza organica nel sedimento
  • riduzione della proliferazione algale
  • aumento della trasparenza
  • scomparsa dei cattivi odori
  • riduzione dei batteri patogeni

Quanto costano: L'uso dei biopromotori contente un ingente risparmio rispetto ai metodi di trattamento tramite dragaggio o filtrazione. Il costo delle analisi e del trattamento varia principalmente in funzione dell'estensione del bacino e della gravità della situazione da trattare.

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